Visualizzazione post con etichetta recipe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta recipe. Mostra tutti i post

lunedì 21 agosto 2017

Le proprietà del Latte Vegetale

Lifestyle - Latte vegetale, non solo per gli intolleranti



Anche in fatto di alimentazione siamo oggetto delle mode del momento, questa è l'ora del latte vegetale. All'inizio si affacciarono timidamente sugli scaffali dei supermercati il latte di soia e quello di riso, sostituti del latte per intolleranti e vegani. Ne seguirono le versioni aromatizzate al cacao o alla vaniglia. Ma il gradimento dei consumatori, che andava oltre il target di destinazione e la nascita di nuove tecnologie, hanno poi azzardato alla realizzazione di latte vegetale proveniente da altre materie prime e quindi il via libera a latte di mandorla, cocco, avena, nocciola, quinoa e altri ancora. I fattori che concorrono alla diffusione e al consumo del latte vegetale, sebbene più costoso e talvolta più grasso del latte vaccino, sono svariati e spaziano dall'aspetto salutistico a quello etico-ideologico. Un altro fattore che va favore della loro diffusione è la variante legata alla loro composizione organolettica e quindi al contenuto in termini proteici, vitaminici e calorici che consente in base alle esigenze del proprio organismo di sceglierne uno rispetto ad un altro. Secondo le fonti di ricerca dell'Euromonitor la popolazione italiana è in lizza per divenire la settima nazione mondiale entro i prossimi 4 anni nel consumo di latte vegetale. 


Non soltanto sostituto del latte vaccino, il latte vegetale è anche considerato una bevanda naturale da sostituire a quelle più note. Il latte di cocco per esempio, tre i latti vegetali è quello più ricco di fibre e il suo contenuto in termini proteici è del tutto comparabile al latte vaccino, al palato risulta gradevole per la sua nota esotica e possiede anche un elevato potere saziante. E' anche molto calorico rispetto al latte vaccino e tra i latti vegetali è quello più ricco di grassi saturi sebbene in questo caso siano meno nocivi di quelli di origine animale. Facile da preparare anche in casa, ecco due modi diversi per prepararlo.





Ricetta - Latte di Cocco fatto in Casa 

Ingredienti: 500ml di acqua, 250g di polpa fresca di Cocco. Oppure, 500g di farina di Cocco, 250ml di acqua.

Preparazione: in ambedue i casi frullare insieme il cocco con l'acqua che dev'essere riscaldata e lasciare in infusione per mezz'ora. Strizzare per bene il cocco avendo cura di filtrarlo con un panno di cotone oppure cin un colino. Tenere in frigo e consumare entro tre giorni.

mercoledì 16 agosto 2017

Come abbinare la Birra

L'Italia da Assaggiare - Lei, è sulla bocca di tutti

Frizzante, spumeggiante e sempre più spesso sulla "bocca" di tutti, scorre su e giù per lo stivale facendo girar la testa a chiunque, soprattutto d'estate: bionda, rossa oppure scura, ogni nuance la rende comunque coinvolgente, intrigante e irresistibile.....BIRRA!
L'elevato indice di gradimento del palato per la birra, ha visto nascere in questi ultimi anni nuove manifestazioni, itineranti e non, per celebrare questo fluido prelibato dando il via a moltissime occasioni di aggregazione che vedono neo-nati produttori di birre artigianali, appassionati e curiosi tutti insieme a condividere ampi spazi di degustazione e ottimo cibo.
Il mestiere del birraio si è scoperto essere uno dei più antichi del mondo, se ne hanno le prime testimonianze scritte addirittura su una tavoletta Assira del 2500 a.C. che ne riporta persino il nome. Scoperta per caso dalla fermentazioni degli zuccheri dei cereali, si è poi diffusa in Medio Oriente e Antico Egitto e da lì nel resto d'Europa; dapprima come bevanda per rendere omaggio agli Dei, poi come medicamento e, opportunamente diluita, persino per lo svezzamento dei bambini. 

In Europa, durante il periodo del Medioevo, la birra veniva prodotta anche nei monasteri e fu appunto ad opera dei monaci che tra gl'ingredienti per la preparazione della birra oltre al malto d'orzo venne introdotto anche il luppolo. Oggi le qualità di birra prodotte e le sperimentazioni condotte combinando i vari cereali con le spezie più comuni fino a quelle più ricercate e inusuali, hanno dato vita a bouquet di sapori tutti da provare, veri propri percorsi del gusto da intraprendere e in cui perdersi. E allora ecco dove vi sfidiamo a "perdervi" per assaporarne tutte le sue espressioni e ricordate d'inserire il Tag #fighteatclub sulle foto e d'inviarci le vostre video ricette a base di birra. Festa della Birra “ChiAmalaBionda” che si svolge a Frasso Telesino (BN), in località Collina di San Vito, a partire da questa sera, tutte le sere fino a domenica 20 agosto 2017, potrete degustare la Bionda Spaten, le rosse e le doppio malto, insieme ai piatti tipici della tradizione bavarese, Wurstel, stinco di maiale e panini, polli allo spiedo e fritture varie, oltre 500 i posti a sedere. Da segnare in loco anche il “FrassOn the Road”, avvincente raduno di moto giunto alla sua VII edizione. 
Segnaliamo ancora nei giorni del 25, 26, 27 agosto a Nettuno, la grande festa della birra artigianale "Tour di Fermento" torna per una tre giorni di grande gusto e divertimento. Qui si festeggia con la presenza di birrifici selezionati da tutta Italia, street food di qualità, musica dal vivo, tre serate da passare insieme per condividere gusto e divertimento!

Rosti di Patate realizzato da Agostino Zara - UBEER

Ricetta - Rosti di patate

Ingredienti: 200 gr di patate crude sbucciateerbe aromatiche o spezie per arrosto (salvia, pepe, rosmarino tritati), un cucchiaio raso di farina, sale e pepe q.b.
Procedimento: grattugiare le patate, strizzarle molto bene per eliminare l’acqua, aggiungere la farina, condirle con le erbette, sale e pepe e mescolare per bene. Compattare il composto con le mani formando diversi rosti aiutandovi co, un cucchiaio per il quantitativo. Cuocere in padella antiaderente con poco olio, oppure a immersione in olio bollente.

lunedì 14 agosto 2017

Lifestyle - La Birra artigianale fa tendenza

Lifestyle - La Birra artigianale fa tendenza


Oggi fervono un po’ dappertutto i preparativi per questa fatidica notte di mezza estate. Voglia di compagnia, spazi aperti, chiacchiere e risate. Si va incontro alla mezzanotte facendo festa, mangiando e bevendo insieme. Notte a barbecue di salsicce e alette di pollo, pesce e verdure grigliate, notte di “se non bevi in compagnia sei una ladro o una spia” e quindi notte di BIRRA!


Ghiacciata, beverina e oggi anche “ricercata”. Proprio così, la tendenza alla scelta di una birra artigianale e di un gusto caratteristico che ne contraddistingua il carattere è in forte crescita. A confermarlo la nascita, in questo ultimo decennio, di piccoli birrifici nati sul tutto il territorio italiano. 


Fight Eat Club vi presenta i Fratelli
Zara, Agostino e Davide al termine delle riprese del loro show cooking

La passione per questo fluido versatile si sposa con la voglia di creare bouquet di gusti e di colori sempre diversi per rispondere all’esigenza di tutti i palati. Ferma o fermentata, cremosa o speziata, bianca oppure ambrata, gli innumerevoli profumi e aromi con cui si può giocare consentono davvero di abbinarla a una grande quantità di cibi "dolci compresi - ci raccontano i fratelli Zara titolari insieme ai loro soci della Ubeer - la birra va sperimentata e ormai non è più inusuale trovare abbinamenti anche per il dessert o addirittura come amaro a fine pasto, servita in modo inaspettato e originale” ma per scoprire questo segreto vi consigliamo di contattarli e scoprire chi sono www.Ubeer.it. In arrivo a Settembre sul nostro sito https://www.fighteatclub.com video ricette e consigli del gruppo Ubeer su come abbinare cibi e birra e come usarla per cucinare. 




Quindi stanotte fatevi viziare da una birra artigianale italiana per una frizzante notte di Ferragosto di cui ricordare anche il sapore…

Buon Ferragosto dal Fight Eat Club!

mercoledì 9 agosto 2017

L'Italia da Assaggiare.

Giallo oppure bianco, che la chiamiate anguria o cocomero, il risultato non cambia, il frutto dell'estate rimane sempre e comunque il Melone! Furgoni agli angoli delle strade con piramidi colorate, banchetti frigo improvvisati con generatori di corrente annessi, per garantire il frutto ghiacciato o addirittura la fetta da passeggio. Fresco, sugoso, colorato e perché no, anche sociale, un solo frutto garantisce l'assaggio a tutti i commensali. 

Per non parlare poi di colui che viene investito a ruolo di "tagliatore" d'anguria, il vero cerimoniere: occhi puntati addosso, consigli sul taglio a profusione provenienti anche da sotto il tavolo, ciascuno con la sua teoria, fino alla prima fenditura di coltello; netta, quasi sempre perfettamente simmetrica, e da lì il via, per finire poi, col tradizionale passaggio delle fette di mano in mano. Praticamente un rituale!
Ecco dove andare dunque per assaggiare questo frutto offerto direttamente dal produttore al consumatore. Vi segnaliamo in Sicilia in località Gibellina (TP) nella data del 20 Agosto la rassegna enogastronomica La notte Gialla - Sagra del Melone giallo. Nell'ambito della manifestazione, si potrà degustare il frutto sia in versione dolce che salata, marmellate e gelati arricchiti di spezie che aggiungono un tocco di innovazione al tradizionale frutto della zona. In oltre espositori di case vinicole locali, spettacoli di musica folk, animazioni, percorsi guidati, mostre artigianali.
A Bure (VR) in Valpolicella Sagra dell'Anguria e Festa Dell'Assunta dal 12 al 21 Agosto. Anche qui un appuntamento tradizionale della zona e quindi ben rodato tra stand all'aria aperta, piatti tipici, buon vino della Valpolicella e anche un angolo gastronomico Tirolese. Spettacoli e artigianato per 10 giorni all'insegna dello svago e del divertimento per onorare sua maestà l'Anguria.


Watermelon Smoothie 


Direttamente dagli Stati Uniti d'America lo smoothie, il frullato americano a base di frutta fresca e Yogurt. Ingredienti per 2 persone: 250g di polpa d'anguria a cubetti privata dei semi; 1 vasetto di Yogurt bianco, dolce o al naturale; 4/5 cubetti di ghiaccio. Preparazione: inserire nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti e azionare alla massima velocità fino a tritare del tutto il ghiaccio. Versare nei bicchieri e decorare con qualche fogliolina di menta.

lunedì 7 agosto 2017

 Insetti, la nuova tendenza gastronomica

A quanto pare quella degl'insetti a tavola sarà la novità del 2018. Non una moda ma una vera e propria necessità di una fonte alternativa di proteine. E' stato dato infatti il via dell'Unone Europea alla commercializzazione ai fini alimentari di mosche, larve della farina, grilli, bachi da seta, formiche e affini, tutto a partire dal prossimo anno. 


Non soltanto "novel food" quindi, ma il risultato di un oculato studio secondo cui, il consumo di insetti come fonte di proteine alternative potrebbe, a livello mondiale, far recuperare un terzo di terre fertili per l'agricoltura attualmente destinate ai pascoli e alla coltivazione di cibo animale. Ma quanto, noi Italiani siamo disposti a questo nuovo approccio alimentare?
Possiamo farci un'idea grazie alle interviste effettuate dal Centro Studi per lo Sviluppo Sostenibile (Css) su un campione di 500 persone di cui, il 47% si sono mostrati favorevoli alla notizia della commercializzazione di insetti mentre il 28% ha dichiarato serio interesse all'assaggio. 


A dare il via a questa gigantesca macchina, l'allarme sull'impatto ambientale del consumo di proteine provenienti dalle sole fonti animali se soltanto si pensa che la popolazione mondiale del 2050 sfiorerà i 9 miliardi di abitanti. Sia produzione  sperimentale di allevamenti d'insetti oltre ad inquinare meno consente il risparmio di acqua ed energia. Certo è che superare l'avversione agl'insetti per noi occidentali non è cosa facile, ma anche in questo caso si stanno sperimentando forme non riconoscibili per il loro consumo, si parla per esempio di farine, da cui ricavare biscotti oppure chips, integratori alimentari e barrette energetiche. Curiosi di provarle?

Nell'attesa possiamo comunque allenarci all'idea continuando a sgranocchiare gl'insetti più comuni e banali cui siamo tradizionalmente abituati, i benamati crostacei. Oggi per esempio si potrebbe fare il sacrificio di mangiarli così...




Cocktail di gamberetti e melone

Ingredienti per 4 persone: 500g di gamberetti, 2 meloni, 1 cespo di lattuga, 4 cucchiai di salsa rosa, un ciuffetto di menta, sale e pepe q.b.
Preparazione: tagliare a metà i meloni, privarli dei semi, ricavare delle palline dalla polpa con un piccolo scavino. Lavare 3, 4 foglie di lattuga e tagliarle a listarelle. Sbollentare appena i gamberetti e sgusciarli. Mescolare insieme tutti gli ingredienti in una ciotola, aggiungere le foglioline di menta, la salsa, sale e pepe a piacimento. Riempire in fine i mezzi meloni e farli riposare almeno mezz'ora in frigorifero prima di servire. 


giovedì 3 agosto 2017

L'Italia da Assaggiare.

Col mese di Agosto entriamo proprio nel cuore dell'estate tanti già in vacanza, molti quasi in partenza, altri di ritorno e parecchi quelli che invece vedono la meta ancora lontana. Ma tutti sicuramente con la voglia di godere di queste splendide giornate e anche per chi lavora basta una giornata fuori porta per ritemprarsi e sentirsi un po' in vacanza. Ecco allora dove noi del Fight Eat Club vi sfidiamo a curiosare in questo fine settimana!




Per rimanere nel tema della settimana, che ha visto protagonisti i piatti tipici regionali pugliesi vi racontiamo di "Orecchiette a Corte" una manifestazione dalle tinte medievali che si svolgerà all'interno del Castello Normanno Svevo Angioino di Deliceto (FG) nella data del 6 Agosto, la manifestazione avrà inizio alle ore 20:30 con ingresso gratuito.
Ad aprire le danze la cerimonia d'apertura che vedrà l'ingresso in piazza d’armi del Castello del Marchese Antonio Piccolomini e della sua Corte, nel corso della serata, si alterneranno spettacoli medievali con giochi popolari e teatrali.




Ovviamente protagonista della serata il gioiello gastronomico della Puglia, le Orecchiette che verranno presentate e condite con le eccellenze dei prodotti della terra salentina. Tanti anche gli stand enogastronomici. Per i dategli v'invitiamo a cliccare su https://goo.gl/tuhpTj.


Vi segnaliamo poi terra di Toscana nel fine settimana dal 4 al 6 di Agosto la "Festa della Pappardella" che si svolgerà a San Giuliano Terme (PI), dalle ore 19:30 tutte le sere trionferà la Pappardella condita con il rinomato Sugo di Lepre e non solo....tra gli stand anche ricche grigliate di carne genuina provenente dagli allevatori locali. Il tutto condito con una buona dose di musica e spettacoli. 
Adesso non vi resta che preparare le borse e partire! Aspettiamo il nostro Tag #fighteatclub sulle vostre foto dei prodotti genuini che comprerete con cui magari realizzare nuove video ricette da inviarci.


domenica 23 luglio 2017

I 5 segreti della Lasagna


Dici lasagne e pensi all'Italia. 
Quella delle cucine profumate di sugo e soffritto, delle tavole imbandite la domenica, dei pranzi in famiglia che non finiscono mai. 
Un piatto dalle mille varianti e dagli altrettanti aneddoti, una pietra miliare della cucina italiana di cui ogni nonna sostiene di possedere la ricetta perfetta. 




Ecco cinque curiosità sulle lasagne:

1. La storia delle lasagne comincia molto lontano: già Apicio (25 AC-37 DC) ne parla nel suo celebre De Re Coquinaria: strisce (lagane) simili alla nostra sfoglia, sottili e intervallate da strati di carne "nobile".

2. La primogenitura della lasagna va all'Emilia Romagna. Le lasagne alla bolognese sono fatte di strati di sfoglia, sia classica che con spinaci, farcita di besciamella, Parmigiano Reggiano grattugiato e ragù. Lo storico ristorante Pappagallo, a Bologna, era conosciuto per le "Lasagne goccia d’oro" fatte con i funghi. Per imparare a fare la pasta all'uovo guardate il video delle Sorelle Simili.

3. Nonostante il primato bolognese, le varianti regionali della lasagna sono pressoché infinite. Ci sono le lasagne di Carnevale, preparate a Napoli per il giovedì grasso e farcite di polpette, salsiccia, ricotta, mozzarella e uova. I vincisgrassi marchigiani, con maiale, manzo e rigaglie di pollo. 

4. Erano molto amate come cibo per i marinai. La Repubblica di Genova, infatti, le serviva sulle barche già nel 1100. Vi chiedete come facessero a cuocerle? Le lasagne sono uno dei cibi più buoni riscaldati il giorno dopo. O diversi giorni dopo. D'altronde, possono andare anche nello spazio.

5. Un libro a forma di lasagna? Ancora meglio: un libro a forma di lasagna che si può mangiare. The Real Cookbook è una geniale invenzione tedesca, un ricettario le cui pagine sono fatte di sfoglia. Pronte per finite in forno.


                                                                                
                                                                                  Redatto da Clicca Qui

giovedì 20 luglio 2017

Si può Dare la Pasta ai CANI ?

I vantaggi della pasta per cani

 clicca qui
Dare della pasta al proprio amico a quattro zampe può apportare dei vantaggi:fornisce un apporto energetico non di poco conto
garantisce un senso di sazietà da quella sferzata di energia fondamentale per l’attività fisica dell’animale se viene stracotta è facilmente digeribile, erroneamente a quanti molti pensano non provoca nessuna pesantezza nel tratto digerente del peloso è fonte di nutrimento completo.
Secondo il professore di zootecnica speciale all’Università di Sassari, Giuseppe Pulina, la pasta fa bene al cane in quanto apporta una modesta quantità di proteine e amidi indispensabili per l’organismo dell’animale.
Proprio per tale ragione che gli esperti si augurano che l’industria pastiera possa produrre nuove linee di pasta dedicate proprio ai cani, anche se ci sono già alcune aziende che hanno avviato la produzione della stessa.

La pasta pensata per i cani deve prevedere anche un arricchimento proteico. Fra tutti i tipi di pasta, quella migliore è sicuramente quella al ragù in quanto contiene anche la carne.

Come somministrare i pasti al cane
In un cane adulto l’ideale sarebbe fargli fare 3 pasti al giorno: uno al mattino, l’altro a pranzo e l’altro a cena. Naturalmente è di vitale importanza attenersi scrupolosamente alle dosi giornaliere consigliate.




Ecco alcuni consigli in merito
Ad ogni pasto del cane devono essere presenti sia i carboidrati che le proteine, naturalmente questo consiglio è rivolto a tutti coloro che vogliono che il proprio cane segua un’alimentazione casalinga;
Per quanto riguarda l’alimentazione industriale è fondamentale non cambiare di continuo marche e proteine. Se non ci si vuole trovare di fronte a diarrea, vomito, indigestioni e quant’altro è di vitale importanza trovare un cibo che al cane piace, che gli mantiene un pelo lucido, che non gli provoca vomito o diarrea, e si continua quindi sempre con quello;
E’ consigliabile non lasciare il cibo a disposizione. Il cane deve capire che è il padrone ad avere il controllo sul cibo e non lui.


fonte: http://www.addestramentocaniblog.it/pasta-per-cani/ 

lunedì 17 luglio 2017

Il Riso abbonda sulla bocca dei Ricchi

Il riso è una pianta originaria di paesi aridi che si è adattata a coltivazioni semi-acquatiche ma che è ancor oggi coltivato anche "a secco", cioè senza allagamento dei campi. È conosciuto da millenni, soprattutto in Oriente, dove è così diffuso da poter essere definito "pianta dominante, tirannica". Costituisce infatti l'80-90 % dell'alimentazione di varie popolazioni asiatiche. Anche se il suo consumo è ormai diffuso in tutto il mondo, il 95% della produzione rimane concentrato in Estremo Oriente. In Europa è stato introdotto forse in seguito a qualche spedizione militare di ritorno dall'Oriente (forse fu merito di Alessandro Magno) ma sino al Medioevo il riso fu considerato un lusso pressoché regale. 


Se, tra i vegetali, gli orientali preferirono il riso, (pur conoscendo anche la coltivazione del miglio, del grano e dell'orzo), fu in primo luogo sicuramente per la rapidità di crescita della pianta, che consente vari raccolti nel corso dell'anno. Il successo di questo cereale fu inoltre legato al fatto che le risaie occupano spazi piuttosto limitati e l'elevata produttività consente l'alimentazione di popolazioni numerose e quindi un'alta densità di popolamento.
Il riso rende per ettaro, ad esempio, assai più del frumento. Nella cucina macrobiotica, di provenienza orientale, il riso, consumato nella sua forma integrale, è considerato l'alimento più ricco di equilibrio. Ha un posto di primo piano nell'alimentazione vegetariana e naturista e anche nella cucina tradizionale italiana i piatti di "risotto" sono proposti nelle salse e nelle forme più varie. In questo caso però, di solito viene impiegato un riso raffinato, brillato, che ha delle caratteristiche nutrizionali assai diverse da quelle del riso integrale, usato invece nella cucina macrobiotica e naturista. Analizzando al microscopio un chicco di riso raffinato e uno di riso integrale, queste differenze risultano in modo assolutamente lampante. Il chicco di riso raffinato si compone prevalentemente di amido, che altro non è se non uno zucchero complesso. Il chicco di riso integrale si presenta invece composto da vari strati, ricchi di elementi diversi. Il più esterno degli strati è chiamato pericarpo ed è ricco di proteine, sali minerali, vitamine, fibra, biostimoline, oligoelementi. È inoltre suddividibile a sua volta in tre strati: epicarpo, mesocarpo ed endocarpo. 
Lo strato successivo è conosciuto come spermoderma ed è ricco soprattutto di sali minerali, vitamine, proteine. 
Vi è infine un ulteriore strato, chiamato endosperma o albume, ricco di proteine e vitamine.
Scopri gli altri segreti della cucina: clicca qui

Fonte articolo: http://doc.studenti.it